Perchè ci interessa la legge elettorale

Loc-Manif_leg_eleLe ragioni della Sentenza della Consulta che decreta l’incostituzionalità della legge elettorale nota come “porcellum” non sono, crediamo, state realmente colte dalla classe dirigente italiana. La legge è stata bocciata (con un ritardo inconcepibile) poiché assegnava un premio di maggioranza esagerato rispetto ai voti ottenuti (in un contesto, tra l’altro, di altissima astinenza dalle urne) e perché negava al cittadino il diritto di scegliere i propri rappresentanti. La sentenza deve essere occasione di riflessione sulla responsabilità e sul dovere di contribuire a una società più giusta. Ci sembra che l’attuale discussione non miri a questo ma sia piuttosto un ulteriore tentativo di portare un solo uomo (più o meno nuovo) al potere.

La legge elettorale allora ci interessa perché:

1. Perché in Italia sia garantito un pluralismo reale. In un clima di omologazione galoppante, lottiamo per la libertà e il pluralismo nella giustizia, affinchè non vengano rimosse ma esistano, progrediscano e sviluppino tutte quelle aggregazioni che, portatrici di esperienze positive, di valori umani e di culture in dialogo, hanno animato e animano il nostro territorio.

2. Per la pace nella giustizia. Il mutamento epocale della nostra società, infatti, aggravato dalle migrazioni e dalla crisi finanziaria ed economica, può fare insorgere molte paure e molti ripiegamenti su interessi privatistici, oppure può portare a reprimere le identità, mettendo così a rischio la pace e la convivenza. L’uscita da questi pericoli può essere trovata soltanto da chi non opera nel fondamentalismo o nei pregiudizi, ma nell’ascolto, nel dialogo, nella concertazione e in una condivisione dei bisogni.

3. Per la solidarietà. La crisi della società e un persistente individualismo, favorito anche dal potere, sta approfondendo lo scarto tra ricchi e poveri e sta accentuando l’esclusione dei più deboli. Occorre essere attenti alle persone e alle forze la cui solidarietà si esprime di fatto in un modello sociale che rispetta pienamente la dignità di ogni uomo, in particolare del più debole, e che non considera l’uomo soltanto come consumatore o produttore, ma anche come portatore di valori sociali, familiari, culturali e spirituali.

4. In sintesi la legge elettorale deve prendersi cura dell’uomo in ogni sua condizione. La legge elettorale è la porta costituzionale attraverso la quale vengono scelti dal popolo i legislatori. Per questo non possiamo disinteressarci del dibattito sulla legge elettorale e non vogliamo inchinarci a un sistema bipolare che in nome di una fantomatica governabilità risulti essere, nei fatti, l’affidare il bene comune nelle mani di un solo “eletto”. La politica è, per sua natura, dibattito, cultura e attenzione ai bisogni comuni ad ogni persona; non crediamo, quindi, al modello dell’uomo solo al potere poiché nessuna nazione, così come nessuna persona, può realizzarsi nella solitudine di un solo individuo. La politica, e la legge elettorale, devono garantire tutta la comunità. L’attuale disamore verso la politica, dovuto anche al modo in cui la politica stessa viene ormai generalmente condotta, deve essere vinto con un segno di passione di uomini e donne che si impegnino per una società tesa alla felicità di tutti i popoli.

Pane Pace Lavoro 18 gennaio 2014

1 Comment on "Perchè ci interessa la legge elettorale"

  1. Che dite? Non saliamo sull’Italicum?

    Ho seguito con interesse su questo sito il tema della legge elettorale. L’ho fatto per cercare qualche voce fuori dal coro che mi consentisse di capire qualcosa oltre gli evidenti interessi che stanno alle spalle delle proposte renziane, berlusconiane, grilline, ecc.
    Aldo Giobbio, con i suoi articoli, ha spiegato quale battaglia si sta combattendo in Italia e questa vostra ultima presa di posizione mi confermano di aver trovato una buona guida per farmi un giudizio.
    Spero, pertanto, mi permettiate qualche osservazione e una richiesta.
    Da parte nostra, della gente comune, cresce la richiesta di partecipazione per tentare di portare un rinnovamento e un cambiamento nella politica, ma soprattutto per poter concorrere da protagonisti alla ricostruzione del nostro tessuto sociale e umano.
    Ma questo si scontra, neanche tanto celatamente, con la protervia di coloro che vorrebbero essere rappresentativi, mentre dimostrano di non esserlo nei fatti perché si accordano in tutti i modi per limitare la possibilità di lasciarci scegliere i nostri rappresentanti.
    Imbrogli sintattici, come il mito della governabilità (Giobbio ci ricorda che anche Hitler aveva trovato il modo di governare senza inciampi!!), della maggioranza fatta da una minoranza sempre più senza retroterra culturale, sazia soltanto di consensi personificati e di facile utilizzo della rabbia che sale a causa delle molte, profonde, ingiustizie che dobbiamo subire da cittadini, vogliono farci inghiottire una legge che già adesso puzza quanto i porcelli.
    Purtroppo sono abbastanza pessimista sul fatto che si possa ostacolare lo spiegamento di forze che si è coalizzato nel fine settimana al Nazareno. Lo sono perché non vedo chi abbia la pazienza che servirebbe per risalire la china delle molte rotture che si sono create nella nostra comune convivenza civile. Si diceva che per far rinascere una foresta abbattuta in poche ore serviranno anni e anni. Sono del parere che il lavoro sia di questo genere e sono consapevole che possono farlo solo esperienze come può essere quella di Pane Pace Lavoro (realtà di base con una cultura e una storia da difendere). So che mi diranno che non c’è tempo; certo la finanza non lo consente, le lobby non perderanno l’occasione di presidiare il deserto. Ciò nonostante, vorrei ancora sperare che si possa fare una legge elettorale che premi la rappresentatività, la più ampia possibile, e che perciò consenta a tutte le forze vive del Paese di entrare in Parlamento a difendere i cittadini che, direttamente e liberamente -grazie a una campagna elettorale sincera e non schierata dietro il molosso del partito (tanto più se è la versione apicale di Grillo)- abbiano scelto le persone che credono più adatte a identificarsi e combattere per un ideale.
    Mi concedo anche un piccolo sfogo: si renderà conto Renzi di aver conferito, “con gratitudine”, un ruolo da costituente a un condannato in via definitiva per reati contro lo Stato? Sulla Costituzione vorremmo dire la nostra -con la voce di chi legittimiamo noi cittadini – non Renlusca.
    Vengo alla richiesta: portate sul sito, perché possiamo leggerle, risposte dirette. Quale potrebbe essere la vostra proposta di una buona (o almeno accettabile) legge elettorale, sulla quale magari raccogliere firme di adesione? Perché non fare un manifesto programmatico che dica come si dovrebbero affrontare i temi che tanto vi stanno a cuore come la solidarietà, la pace, la giustizia sociale?
    Con stima
    Gilberto

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