Gridiamo!

La spaventosa caratteristica fondamentale delle guerre contemporanee consiste nel fatto che le prime vittime oggi sono sempre i civili: donne, uomini, giovani ebbambini.
Così, per una scellerata avidità di denaro e di potere, i governanti attuali, organizzatori arroganti dello scontro, introducono veleno e odio nella società, inquinando i legami e le relazioni fra gli stessi cittadini, in modo tale da trasferire il massacro tra questi ultimi, usando tutti come “carne da macello” o “carne da massacrare”.


Questo accade, purtroppo, non solo a livello tragicamente globale, con le guerre e le spudorate invasioni in corso, insultando e violentando (usiamo le parole giuste) ogni forma di diritto internazionale come stanno facendo gli USA e i suoi alleati sempre e solo “sotto-soci di minoranza”, ma anche all’interno di uno stesso paese, cercando in tutti i modi, con una malignità inaudita, di trasferire le lotte partitiche e di potere nell’animo del cittadino, attraverso parole, narrazioni, linguaggi e toni aggressivi, volgari e sprezzanti. Per esempio, inventano un referendum, in Italia, per dividere il popolo e per volontà di potenza, poiché vogliono solo contare chi sta da una parte e dell’altra e così schierarci in nuove truppe (o dovremmo dire “trumpe”) e farci la guerra fra noi, mentre i governanti, ipocriti borghesi, stanno a guardare come ci uccidiamo (anche con parole di una ferocia inaudita) sempre loro con “vista a lago”.
Ci fanno fare la guerra anche tra amici, vicini, conoscenti e parenti e noi ci caschiamo, sedotti dal “festival”
della settimana: due canzonette e dieci bombe! È stato tutto ridotto a uno scontro tra poteri.
Non possiamo permetterci di smettere di pensare e di ragionare e non cediamo alle logiche di conquista e di schiavitù che ci vengono imposte o a quella mentalità menefreghista per cui “l’importante è che la pizza mi arrivi sempre a casa e non m’importa se chi la consegna è uno schiavo”.
Pensando, ci accorgiamo che non c’è più spazio per la verità (che è e dovrebbe essere il fine della ricerca
umana), ma solo spazio per una ingorda avidità che usa il popolo semplicemente come fosse un insieme di mercenari da comprare e da assoldare per il proprio tornaconto del momento.
C’è chi, addirittura chiama in causa “dio” e lo “USA” come garante della propria azione omicida, dimenticando che farlo è una delle più grandi bestemmie e offese allo stesso “Dio vivo e vero” e alla dignità di ogni essere umano.

Tutto per la ricerca di un effimero consenso, di una passeggera goduria e di una poltrona da quattro soldi
(in gold they trust) camuffata con un’ingannevole e bugiarda promessa di sicurezza e di pace (che sarebbe, poi, il loro benessere da “fattoria degli animali”). Si tratta di una furia predatoria, assassina e repressiva sia a livello internazionale promossa da USA, Israele, NATO e Russia (e con la complicità dell’Unione Europea che è diventata “il venditore porta a porta” delle ditte delle armi), sia a livello nazionale promossa dai governi fascisti che vedono il popolo solo come una preda (appunto). Tutti questi, governanti complici o sudditi del potente di turno, hanno aperto un mondo di caos e di violenza in cui prevale sempre la legge del più forte e, chi non si ottomette, viene eliminato, sequestrato, annientato, screditato e “umiliato e offeso”. Infatti, in Venezuela, a Cuba, in Bolivia, in Iran, in Ucraina, ad Haiti, tra Pakistan e Afghanistan, in Palestina, Sudan e Myanmar (solo per citarne alcuni purtroppo) la guerra, l’invasione, il mercato delle armi (voluto molto anche dall’Unione Europea e dalla NATO) hanno portato soltanto morte, distruzione e nuove sofferenze per tutte le popolazioni civili. La distruzione che incombe può essere fermata solo da una mobilitazione dal basso (come noi del PPL sempre facciamo e stiamo facendo), democratica, popolare: dalle piazze, dalle associazioni, dai movimenti sociali, dal lavoro libero e indipendente dell’informazione, oggi più che mai sotto attacco.


Ma anche i rappresentanti delle fedi devono essere più chiari e mobilitarsi esplicitamente per la pace e denunciare gli atteggiamenti di potere e prepotenza dei governanti senza alcuna paura. Infatti, solo vincendo la paura, aiutandoci l’un l’altra, insieme, si potrà fermare questo scempio nei confronti di tutta l’umanità: nei confronti dei nostri fratelli e sorelle! Sono fratelli e sorelle tutti! L’unico tribunale di cui dobbiamo avere timore è quello della nostra autentica coscienza, non quello di Washington, di Tel Aviv, della NATO, di Mosca o di Bruxelles Unisciti a Pane Pace e Lavoro e mobilitati con noi per una pace autentica e per una giustizia che sia davvero per tutti. In piazza ci stiamo sempre tutti e c’è posto per tutti, nelle poltrone invece ci sta sempre e solo l’epulone del giorno. E ci sarà sempre un abisso!


Pane Pace Lavoro, 11 marzo 2026.

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