L’analfabeta politico

analfabetaCi siamo Arresi?

Sarà colpa della corruzione degli uomini della politica o sarà colpa della preferenza che il cittadino accorda ai propri comodi il fatto che la mentalità contemporanea sia diventata narcisista, egocentrica e disinteressata al sociale?

Pensiamo che entrambe realtà abbiano parte in questa colpa: uomini della politica e noi cittadini.

È necessario che la politica del pensare unicamente ai fatti propri (salvo “commuoversi”, soltanto, un poco, dolcemente, al male altrui, come è stato in questi ultimi mesi per la crisi in Ucraina) venga superata, a costo di una lotta.

Sostenere la lotta.

È evidente che oggi si “lotta” solo per i propri interessi o per assicurarsi una falsa, ma durevole comodità; si “lotta” solo per costruire ciò che rende addormentato lo spettatore del momento.

Invece l’esistenza sociale è una lotta continua, per sempre.

Lottare significa aiutare l’uomo a cercare la propria autenticità (l’ideale che lo anima) contro ogni declino e volgarità della vita a cui siamo stati abituati da troppo tempo.

Questa lotta comprende necessariamente ed anzi muove ad interessarsi dell’altro, condividendo e rischiando la propria libertà; occorre muoversi, non arrendersi, rischiare tempo, energie e mezzi nei luoghi in cui siamo, senza paura e senza abbattersi. Occorre sostenere la lotta.

Appoggiare chi sostiene la lotta.

Aspettiamoci tra qualche settimana il ritorno del falso buonismo delle più “nobili” campagne elettorali di nuovi e vecchi candidati, trasmesso con intelligente strategia da mamma televisione e appoggiato da papà individualismo.

I veri problemi sociali saranno di nuovo sulla cresta dell’onda e i candidati pronti a dare le loro soluzioni, ma solo per qualche tempo, giusto il mese di una campagna elettorale e poi si ritornerà a dimenticare.

Occorre perciò sostenere il lavoro di quelle persone che con il loro impegno politico e sociale hanno lottato per la giustizia e per la libertà, spesso a discapito del loro immediato tornaconto.

Occorrerà votare guardando alla storia (della società e delle persone) e non alle promesse elettorali; quella storia che può smascherare l’individualismo come pure mostrare l’impegno per la ricerca di una società più giusta e libera.

PANE PACE LAVORO 19 APRILE 2014

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