NO ALLA GUERRA, COSTRUIAMO LA PACE

 

Oggi siamo in piazza per dire di nuovo NO ALLA GUERRA.

Tutto il mondo, in queste ore, attende di vedere come si definirà la situazione siriana, quali parti prenderanno le superpotenze e, soprattutto, se vi sarà un intervento armato.

Ci troviamo oggi in questa situazione poiché da ormai troppo tempo ci hanno abituato ad accettare inermi una visione assurda e distorta della realtà secondo la quale la guerra dei potenti dovrebbe essere in grado di portare la pace ai popoli, secondo la quale attraverso la guerra, attraverso la violenza ed attraverso la distruzione sarebbe possibile ridare all’uomo la pace. Come può un intervento violento combattere la violenza? Ci chiediamo allora se dietro a questa guerra (come dietro a tutte le altre guerre che stanno insanguinando la terra) vi sia un’ansia vera di giustizia o non vi sia piuttosto un desiderio di potere. Ci pare infatti che l’intervento minacciato dagli Stati Uniti sia in realtà sospetto ed incapace di risolvere l’attuale drammatica situazione delle persone che abitano quelle terre. Così facendo si arriverà solo al fallimento, perché l’unico esito sarà quello di aver posto il seme di nuove ingiustizie, amarezze e violenze.

La guerra infatti non è uno strumento diplomatico, ma è solo disperazione; distrugge e sottomette un popolo e ne esalta un altro, non trova una soluzione politica, ed anche i politici e i ministri del governo italiano ci stanno ingannando: a loro non chiediamo un’adesione simbolica ad un moto pacifista, che in realtà è un’adesione ipocrita di pura convenienza politica, ma chiediamo che lavorino davvero in favore della pace, opponendosi nettamente alla guerra nelle sedi e nei organismi nazionali ed internazionali, con un’azione politica degna di questo nome.

Oggi il PPL vuole riaffermare con forza che non esiste né mai esisterà una guerra legittima, che non esiste né mai esisterà una violenza giusta e che non esiste né mai esisterà la possibilità che la guerra sia portatrice di pace. Sotto alle bombe non nasce la pace, muore solo la speranza dei popoli.

In questa giornata in cui, partendo dall’appello del Papa, tutta la società civile si è mobilitata in favore della pace, i governi delle superpotenze devono mettersi di fronte al fatto che il popolo che loro rappresentano non vuole la guerra, ma vuole la pace e deve essere chiaro a tutti che perciò le guerre che questi portano avanti sono solo ed esclusivamente per il tornaconto personale e privato di pochi, di quei pochi però che purtroppo ci governano.

Riaffermiamo perciò che la vera speranza, perché si possa vivere in un mondo non dettato dai soprusi e dalle ingiustizie, sta nel ricostruire la pace. Vogliamo affermare nuovamente che è ancora possibile per l’uomo fermare la spirale di violenza generata da questi confitti, costruendo la pace dove siamo, a partire dalle relazioni quotidiane e dai luoghi in cui viviamo.

C’è allora ancora molto lavoro da fare per costruire la pace, per interrompere questo ripetersi di delitti e ingiustizie; ma se di nuovo scoppierà la guerra, il vero sconfitto sarà sempre l’uomo.

 

Pane Pace Lavoro, 7 settembre 2013

Be the first to comment on "NO ALLA GUERRA, COSTRUIAMO LA PACE"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*