Manifestazioni

No alla guerra

Ancora GUERRA! Tutta la costa meridionale del Mare Nostrum è in rivolta. La Libia brucia sotto i colpi dei caccia amici e nemici.

Non siamo qui oggi per difendere una o l’altra parte, ma per difendere l’uomo dalla violenza generata dal desiderio di potere, quel desiderio che fa dimenticare ai grandi della Terra, che sotto le bombe non muore solo la diplomazia, ma muore gente in carne ed ossa, muoiono innocenti.
Siamo qui oggi per ribadire che i nostri governanti, continuandoci a mentire, si stanno macchiando e ci stanno macchiando del sengue di innocenti, perché chi paga è sempre la povera gente: uccisa, massacrata, usata, manipolata e il cui valore si riduce oramai all’oscillazione del valore del greggio. La loro sorte, la nostra sorte, non interessa i grandi della Terra, se non quando essa può servire gli interessi del dio mercato.


Ahi serva Italia!

Mentre i media insistono su raccapriccianti particolari, dei quali faremmo volentieri a meno, il nostro Paese e il mondo vivono drammi e cambiamenti sui quali i nostri “eletti” tacciono colpevolmente.

Per quanto riguarda il nostro Paese, abbiamo dovuto assistere, allibiti, all’emanazione di un decreto con cui il Governo pretendeva far passare una riforma dello Stato così importante come il federalismo. Solo il Presidente della Repubblica, costretto a dichiarare irricevibile quel decreto, si pone oggi quale difensore della nostra Costituzione.


La verità corrotta

All’alba di questo nuovo decennio ancora gli uomini vengono sterminati in nome di dio. Le stesse motivazioni valide per gli olocausti del passato consegnano innocenti alla violenza più cieca, con l’accusa e il pretesto di essere credenti di un dio diverso dal proprio. I sedicenti laici stati occidentali fanno della religione la loro arma istigatrice, appropriandosi indebitamente di parole e concetti che non gli appartengono e trascinando, così, uomini, donne e bambini nel baratro della guerra.


Natale 2010

Questa sera festeggeremo il Natale: nonostante il male che in varie forme attraversa la nostra terra, devastata dalla guerra e dall’odio, guardando a quell’uomo nato 2000 anni fa in Palestina, risuona la speranza di un cambiamento possibile, della bontà, della pace e della giustizia, insomma, dell’amicizia tra gli uomini.

Guardando alla tragica realtà dei luoghi in cui quell’uomo visse, non possiamo che interrogarci su tutti i Paesi in cui anche quest’anno sarà un Natale di sofferenze, un Natale di fame, di odio e di vendette.