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Un cinese per amico

di Gian Guido Folloni La Cina ha superato di slancio il Giappone e si prepara a sbaragliare anche l’America. E’ toccato ad Obama l’ingrato compito di trangugiare l’amaro calice. Si è aperto il secolo cinese…


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Bloody Sunday – How long must we sing this song?

Ci sono voluti 38 lunghi anni perché il Governo di Sua Maestà britannica rendesse pubblico il resoconto sui fatti dell’episodio più crudele della storia della repressione in Irlanda del Nord, episodio tristemente ricordato come il…


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11 settembre 2001

Siamo tutti americani. I morti di New York e di Washington erano impiegati e lavoratori, gente comune, statunitensi e gente di tutto il mondo. Per essi è il nostro dolore, quello di noi che viviamo e lavoriamo come loro; è per essi come lo è e lo è stato per le vittime di tutte le città bombardate dagli eserciti della nostra civiltà. Uccidere migliaia di persone che lavorano a Wall Street è insensato e sanguinario come sarebbe far saltare una fabbrica con tutti i suoi impiegati solo per colpire l’impresa in cui lavorano o come sarebbe, o è stato, bombardare Bagdad per eliminare il potere di Saddam Hussein. Ogni massacro è da ripudiare; anzi, lo è anche l’attentato contro un solo essere umano. In questo senso, sì, siamo stati colpiti tutti; e in questo senso, sì, “siamo tutti americani”.